Rettoriano a Palazzo Zuckermann

Nulla è più contemporaneo della rilettura del passato: attività che coinvolge, forma e appassiona artisti in grado di restituirci l’anima più autenticamente popolare del fare musica e teatro. Pop, nell’eccezione più nobile del termine. In questa piccola rassegna, voluta da Ata.TeatroPadova e Acli Arte e Spettacolo in collaborazione con il Comune di Padova, esploriamo questa tendenza offrendo riusciti esempi capaci di coinvolgere ed emozionare.

Sabato 24 giugno ore 21.00
Riki Cellini Rettoriano

Concerto omaggio a Donatella Rettore con la partecipazione di Gianluca Meis

Teatro Giardino di Palazzo Zuckermann 
Corso Garibaldi, 33 – Padova
Info e prenotazioni: 3337680147  – info@atateatropadova.it – www.atateatropadova.it

Ingresso: 7,00 € intero – 5,00 € ridotti over 65 e universitari

Rettoriano-290
Riki Cellini e Gianluca Meis

 

 

“Rettoriano” è la nuova produzione di Cellini, omaggio a uno dei personaggi più irriverenti e liberi della musica italiana di sempre: Donatella Rettore.
Fuori dalle righe, anticipatrice di mode e tendenze, simbolo degli anni ‘80 di rottura ma anche uno dei rari esempi di cantautrici italiane, Rettore resta ancora oggi l’icona di un periodo particolare del nostro paese. Un personaggio culto prezioso all’ambiente indie, come testimoniano l’album “Clonazioni – Tutti pazzi per Rettore” del 2001 e gli omaggi di Arisa, Statuto, Prozac+, Soerba, Syria e Bluvertigo.

L’operazione di rilettura è morbida e attenta: Cellini rapisce Rettore portandola nel suo mondo in bilico tra soul, jazz e pop, senza mai dimenticare l’indole ritmica (quella miscela incredibile di disco, punk-rock e funk che non pare invecchiare mai) tipica degli originali. Gli arrangiamenti ad opera di Michele Gentilini sono variegati e coesi: dall’hard-blues in odor di Queen di “Le Mani” al soul-pop di “Canta Sempre” o il flamenco di “Diva” passando per le ballate “Se Morirò”, il mid-tempo di “Femme Fatale” o il pop spruzzato di venature mediorientali di “Il mimo”. C’è spazio anche per un brano piccante, “Benvenuto”, censurato nel 1980, qui in una veste super-funk che non rinuncia all’elemento sensuale del brano originale.

Tanti stili musicali che trovano come comune denominatore la voce istrionica e trascinante di Cellini, che con mano esperta rilegge quelle canzoni che l’hanno fatto fremere durante gli anni dell’adolescenza, ora opportunamente omaggiate con sguardo maturo e lucido. La dichiarazione di amore di Cellini nei confronti di Miss Rettore trova la sua più completa celebrazione nell’inedito “#iosonorettoriano”, una vera summa, oltre che una caccia agli indizi, della discografia della cantante veneta.